domenica 21 dicembre 2014

ACCORDO BEA-CEM: IL CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI



Fusione BEA-CEM
La proposta di ‘Fusione BEA-CEM’ che è stat discussa e approvata nel consiglio comunale del 16/12/2014 rappresenta un momento molto importante per arrivare al ciclo integrato dei rifiuti in brianza. Infatti in questa fase quasi tutte le società partecipate si stanno attivando per trovare possibili interlocutori nel settore dove operano, per due ragioni fondamentali:
  • logiche di politica industriale, per realizzare opportune economie di scala e per competere su un mercato, sempre più aperto e sempre più concorrenziale, esigenze di integrazione delle fasi di filiere oggettivamente collegate ( il ciclo dei rifiuti, che ha visto separati il momento della raccolta, da quello dello smaltimento a quello del recupero);
  • mutamento normativo, motivato da molteplici ragioni, compresa quella economica e da ultimo con una spinta decisiva (DL n. 66/2014 art. 3, convertito in legge n. 89/2014 – Piano Cottarelli) alla riduzione del numero delle partecipate per accorpamento.
L'operazione BEA-CEM è l'embrione di una grande idea: una società totalmente pubblica che gestisce l'intero ciclo integrato dei rifiuti, di proprietà dei Comuni e governata dai Sindaci.

E’ opportuno evidenziare che non si tratta di nessuna decisione irreversibile, ma consentire esclusivamente una più stretta sperimentazione di un possibile accordo definitivo tra due società pubbliche che operano nello stesso settore, accordo definitivo che dovrà essere anch’esso approvato dai Consigli comunali degli 11 Comuni che fanno parte di Bea e dei 49 che fanno parte di Cem
.

Si tratta in sostanza di prefigurare, in assenza di una normativa regionale, un ambito territoriale ottimale che può produrre non solo economie di scala, ma anche attuare quanto il piano Cottarelli auspica, cioè uno sfoltimento del numero delle aziende partecipate dagli enti locali, per aggregazione o anche estinzione, in caso ne ricorra l’opportunità.

 
L’operazione è molto chiara:

  1. Bea è un’azienda con capitale sociale di € 15.0000.000 e patrimonio netto di circa € 30.000.000, partecipata da 11 Comuni e dalla Provincia di Monza e Brianza, serve un bacino di circa 280.000 abitanti, con servizi legati alla fase finale del ciclo dei rifiuti (incenerimento, recupero, produzione di energia elettrica e calore…). Insediata nell’area ovest della Provincia;
  2. Cem è un’azienda con dimensioni analoghe in capitale sociale e patrimonio netto, partecipata da 49 Comuni, per un bacino di 450.000 abitanti, con servizi legati prevalentemente alla fase iniziale del ciclo dei rifiuti (raccolta, spazzamento e conferimento per lo smaltimento..). Insediata nell’area est della Provincia di Monza e Brianza e comprendente anche Comuni della Provincia di Milano;
  3. Le due società hanno già operato scambi di servizi in passato, con l’operazione in discussione questa sera lo scambio diventa più continuo e più organizzato, con l’intenzione di potenziare/attivare servizi aggiuntivi, come il recupero della frazione organica dei rifiuti;
  4. Dal punto di vista economico/giuridico si sostanzia nello scambio di azioni per un importo di € 750.000, con aumento del capitale a carico dei rispettivi fondi di riserva e dunque senza oneri e senza depauperamento della quota di partecipazione per gli enti soci;
  5. Gli obiettivi finali di tale operazione li trovate a pag. 14 della relazione e sono sinteticamente:
    1. Riduzione e armonizzazione delle tariffe;
    2. Raggiungimento di una quota pari all’80% di raccolta differenziata;
    3. Potenziamento piattaforme e tariffazione puntuale (si pesa il rifiuto prodotto dal singolo utente e questi paga in proporzione);
    4. Potenziamento delle forme di valorizzazione dei rifiuti;
    5. Integrazione trattamento/recupero;
    6. Progressiva presa in carico del ciclo integrato dei Comuni soci
L’abbiamo sempre detto e sostenuto. E qualcuno di noi, che la quinta elementare l’ha fatta da tempo, ed è stato anche promosso, ci crede profondamente. Il futuro della gestione dei rifiuti è insito in un binomio per noi imprescindibile: il ciclo integrato ed il suo governo totalmente pubblico

La riduzione dei rifiuti, l’aumento esponenziale della raccolta differenziata, finanche il progressivo superamento della tecnologia dell’incenerimento, sono obiettivi che si possono raggiungere solo se alla base vi è una realtà societaria solida, su cui contare.

L’impianto di Desio, uno dei pochi impianti pubblici in Lombardia non è assolutamente vecchio in termini tecnologici. E’ tanto vero questo fatto che Regione Lombardia ha rinnovato l’autorizzazione del termovalorizzatore non più tardi di un anno fa (03.07.2013), ritenendolo perfettamente adeguato a svolgere il suo compito a beneficio della collettività. L’impianto viene costantemente mantenuto allo stato dell’arte: l’ultimo revamping del ciclo termico è del 2009; sono stati fatti interventi migliorativi sul trattamento fumi per diverse centinaia di migliaia di Euro nel 2011, 2013 e 2014 e ne saranno fatti ancora per più di tre milioni di Euro con il revamping in corso.

L’impianto di Desio emette una quantità di diossina che è stabilmente intorno ai quattro centesimi dei limiti di legge previsti.

L'assemblea dei soci di BEA i data 18/12/2014 ha detto si con i 75,15% dei voti a favore. Il comune di Muggiò detiene il 7,20%.
 
Il quadro Nazionale

La legge 152 del 2006 è la normativa nazionale di riferimento, con le successive modifiche, nel 2010. Il quadro Europeo di riferimento è attualmente il Decreto 98 del 2008 recepito dalla Lg. 156 nel 2010. Per tutti i livelli Istituzionali, EU, Governo Italiano, Regioni e Provincie, l'obiettivo temporale è il 2020, anno in cui le politiche ambientali dovranno aver raggiunto, almeno parzialmente, gli obiettivi della Conferenza mondiale di Kyoto, in particolare la riduzione di produzione di CO2 del pianeta. L’Unione Europea oggi sottolinea con forza nelle sue Linee Guida la necessità di un effettivo recupero dei rifiuti raccolti con la differenziata, stabilendo l’obiettivo minimo del 50% di recupero.


Il quadro Regionale

Regione Lombardia ha già adottato il Piano Regionale dei Rifiuti, senza peraltro definire gli ambiti ottimali, ed indicando genericamente nel territorio complessivo della Regione stessa, l’ambito di riferimento. La Regione ha nel frattempo definito la necessità di un contenimento della produzione dei rifiuti, entro il 2020, a partire dall’indicazione che gli attuali termovalorizzatori siano sufficienti, e che quindi non sia necessario realizzarne di nuovi. Gli attuali 13 impianti della Lombardia hanno una potenzialità complessiva di 700.000 tonnellate, superiore alla produzione rifiuti attuale. La Regione prospetta in tal senso, la progressiva diminuzione degli impianti.

Il quadro Provinciale

La Provincia che ha recentemente approvato il Piano Provinciale dei Rifiuti. Il Piano prevede di raggiungere il 71,4% di raccolta differenziata entro il 2020 e sperimentazioni varie sono in corso in diversi Comuni della Brianza.

impegnarsi al superamento, in futuro, della tecnologia dell’incenerimento

E’ auspicabile puntare su pochi impianti di grande taglia, più sicuri da un punto di vista ambientale, più efficienti e superando l’idea che ogni ambito ottimale debba per forza avere un grande impianto di smaltimento e guardando in prospettiva, impegnarsi anche per il superamento in futuro di questa tecnologia per realizzare quella società del riciclaggio auspicata dalla Direttiva Europea.

….tutti i paesi del nord europeo (comprese Francia e Germania) trattano termicamente il 35% dei loro rifiuti contro il 12% dell’Italia mentre la taglia media degli impianti italiani è piccola (60 mila ton/anno) rispetto a quella francese (100 mila) e tedesca (240 mila).

Ciclo integrato significa soprattutto una “mente” unica, che oltre alla gestione ordinaria può investire in innovazione, favorire la sperimentazione di tecnologie sempre più avanzate ed efficaci, anche e soprattutto in tema di impatto ambientale.

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