mercoledì 3 luglio 2013

Pane al pane, vino al vino.

Dal proprio blog, il sindaco Zanantoni ha risposto al mio intervento in Consiglio Comunale - riportato quasi per intero nel mio post precedente - con la tesi secondo cui "Quando siamo arrivati quell’indice di virtuosita’ per il triennio 2006/2007/2008 era di 33,37 e l’amministrazione era di Sinistra. Gli stessi postano sul proprio blog un demagogico attacco alla mia amministrazione basandosi sull’indice senza citare quale fosse il loro, che dati alla mano, era ben piu’ basso".
  
Il sindaco ha ragione sulla veridicità dei numeri riportati (i numeri sono numeri). Concordo con il sindaco anche quando esordisce nel suo comunicato dichiarando che "la gestione amministrativa in un Comune non ha un anno zero : le scelte della precedente amministrazione incidono sui comportamenti e le scelte della amministrazione successiva".

Tuttavia omette di entrare più a fondo nella questione e andare dentro quell'indice di virtuosità che la stessa Regione lombardia definisce "sintetico". Forse anche il sindaco è stato altrettanto sintetico. Propongo qui qualche ulteriore riflessione proprio perchè non siamo all'"anno zero", ma ci sono le storie di almeno un decennio di politica locale.

1. L'indebitamento del Comune di Muggiò: uno sguardo che parte da lontano.
Quanti sono i debiti generati dalla Giunta di centrosinistra guidata da Fossati? Nel suo mandato dal 2004 al 2009 sono stati esattamente € 2.138.271,12. Dal 1999 al 2004 la prima Giunta Zanantoni ha stipulato mutui per 7.680.348,24: quasi 4 volte di più nello stesso arco di tempo e, per di più, per attuare meno investimenti (soltanto 21milioni invece dei 23milioni della Giunta Fossati).




Il 31 dicembre 2004, dopo sei mesi di Giunta Fossati a Muggiò la pesante eredità ricevuta dal centrodestra è la seguente:
Indebitamento complessivo: € 12.237.767,04
Indebitamento locale procapite: 553,93
Investimenti pro-capite: 278,05

2. 2006, l'anno della svolta: la lotta all'indebitamento e la nuova politica fiscale del centrosinistra.

Il 2006 è l'anno della svolta: Mauro Canevari, l'assessore al Bilancio dei tempi, porta avanti con l'intera Giunta comunale un provvedimento di portata "strutturale" per i conti comunali di Muggiò. La situazione debitoria rischiava di diventare insostenibile ed era necessario intervenire. Ecco in tre punti in cosa consisteva quel provvedimento.

a. Addizionale Irpef comunale fissata pari allo 0,6% (precedentemente era dello 0,2% per tutti i contribuenti muggioresi) in modo da quasi triplicare le entrate di tale imposta che, da quel momento in poi, si stabilizzano intorno ai 2milioni di euro ogni anno.

b. Novità assoluta: viene introdotta l'esenzione totale dall'Irpef comunale per tutti i contribuenti muggioresi con un reddito complessivo annuo inferiore a 12.000 euro (pari al  18% dei contribuenti).

c. Per la prima volta, grazie alle maggiori entrate ricordate al punto a., gli Oneri di Urbanizzazione incassati dal Comune non sono più necessari per finanziare la spesa corrente di funzionamento. Questo aspetto rende più libero il Comune nelle scelte di sviluppo urbanistico nell'ottica di salvaguardia dal consumo di suolo. Non dimentichiamoci infatti che Muggiò è, fra i 55 Comuni MB, il secondo comune (dopo Lissone) per densità abitativa (per saperne di più sul problema degli Oneri di urbanizzazione cliccare "qui": si aprirà la pagina web del recente articolo "Gli Oneri del disonore" apparso sulla rivista Altreconomia).

Per la cronaca: il centrodestra, che sedeva all'opposizione, vota contrario al provvedimento.,

4. Dal 2007 in poi il debito pubblico muggiorese è lentamente e costantemente in diminuzione. Dopo il "picco" del 2006 (massimo storico negli ultimi 10 anni: 12.361.728,31) il debito pubblico muggiorese è sotto controllo: non nel senso che viene "abbattuto" dalla sera alla mattina, ma nel senso che il bilancio comunale è in grado di trovare risorse per ridurre l'indebitamento e nel contempo garantire servizi e investimenti. In questo modo è si sono poste le basi per un miglioramento nel rapporto fra i cittadini e i propri governanti locali:  si è agito per ottimizzare il rapporto fra le risorse incamerate attraverso le imposte pagate e la restituzione alla cittadinanza, in termini di beni e servizi pubblici, di quelle tasse riscosse. Le banche cominciano a riscuotere sempre meno denaro dei cittadini muggioresi a titolo di interessi passivi su un debito che aveva tutte le basi per iniziare a diminuire. Si è recuperata così molta efficienza e si è drasticamente ridotta la spesa improduttiva: le prove di ciò stanno nei 23milioni di investimenti varati in 5 anni dall Giunta Fossati: ancora oggi un record.

5. Nel 2009 la situazione lasciata è la seguente:

Indebitamento complessivo: €9.973.993,13

Indebitamento locale procapite:375,05
Investimenti pro-capite:€ 151,21

6. La rinegoziazione dei mutui.
Altro punto interessante è l'affermazione secondo cui "nel 2010 abbiamo provveduto alla rinegoziazione dei mutui in ammortamento, spalmando in un maggior numero di anni gli oneri finanziari e liberando, in tal modo, nuove disponibilità finanziarie per sostenere la spesa." Il riferimento del sindaco Zanantoni è alla rinegoziazione dei 50 mutui che l’attuale coalizione nel novembre del 2010 ha deliberato per rinviare il pagamento delle rate in scadenza a partire dal 2011. La manovra non è stata indolore per le casse comunali: 416.455 euro in più di interessi passivi da pagare tra il 2019 e il 2025 (gli interessi passivi sono passati da 1.824.369,84 a 2.240.834,39)


7. La situazione del 2012 è la seguente:


Indebitamento complessivo:4.861.635,44
Indebitamento locale procapite:375,05
Investimenti pro-capite:€ 65,11


Conclusioni. 


1. Il miglioramento dell'indice sintetico di virtuosità di 10 punti è evidente ed è dovuto, ritengo, proprio ad una importante continuità nelle politiche di riduzione dell'indebitamento inaugurate dal centrosinsitra che, nonostante la rinegoziazione dei 50 mutui comunali, il centrodestra ha proseguito con un massiccio utilizzo di risorse finanzarie nella riduzione del debito, lasciando tuttavia che gli investimenti pubblici si bloccassero quasi del tutto (investimenti pro-capite 65,11 nel 2012). Più che di deficit di bilancio,  a Muggiò si soffre di un deficit politico di idee e proposte.

2. Chi apparteneva alla minoranza di centrodestra nel periodo 2004-2009 non può dimenticare di aver votato contro quell'importante provvedimento fiscale ed oggi vantarsi dei meriti di quei frutti tanto contestati.

3. La città è ferma mentre gli altri Comuni intorno a noi dimostrano maggiore solidità e virtuosità nei propri conti.

4 commenti:

  1. più che fondate le argomentazioni

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  2. Come mai reagite solo se aggrediti direttamente ed in altre questioni siete completamente assenti o sornioni! Avete fatto il gioco del centrodestra e questo è il risultato di quello che resta dell' "opposizione".
    Vi auguro un futuro migliore.

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  3. Mi permetto di intervenire anche perché viene riportata una mia dichiarazione, erroneamente attribuita al Sindaco, riguardante la rinegoziazione dei mutui. Intanto l’operazione si è chiusa un con un risparmio, seppur modesto, per le casse del Comune. Anche gli oneri per interessi si sono a ridotti a seguito della estinzione anticipata di mutui, per oltre 1 milione di euro, negli anni 2011 e 2012.
    Paragonare le scelte politico/finanziarie tra i due quinquenni - 1999/2004 e 2004/2009, significa non essersi accorti o non tener conto dei notevoli mutamenti della normativa degli enti locali. E’ verificabile che nel primo quinquennio citato non esistevano quelle limitazioni all’indebitamento ed al tetto spese che, presenti nel secondo quinquennio in esame, sono divenute proibitive durante il mandato dell’attuale amministrazione comunale.
    Il primo governo Zanantoni ha beneficiato di maggiori disponibilità finanziarie ed era prassi abituale che Comuni utilizzassero gli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente, avendo la certezza di poter ottenere mutui per gli investimenti e nessun bisogno di appesantire la contribuzione locale.
    Con l’entrata nell’ Europa ed il conseguente obbligo di riduzione del debito pubblico sono iniziate le restrizioni di trasferimenti statali e di mutui. I Comuni hanno cominciato a dover reperire in loco le risorse per finanziare le spese. Un cambiamento della normativa quindi che, da meno pesante durante il governo Fossati, è diventata, ripeto, proibitiva ai giorni nostri.
    E questo sottolinea ancora di più lo straordinario risultato del bilancio 2013: parità di servizi senza appesantimento tributario nonostante il pesante taglio per la spending review .
    Nessun “deficit politico, di idee e di proposte” quindi, ma solamente quello che da sempre sostengo:
    - oltre tre milioni di euro, nel 2010 e 2011, per pagare i vostri le vostre fatture;
    - l’impossibilità di contrarre mutui;
    - la crisi economica che ha più che dimezzato gli oneri di urbanizzazione;
    - un patto di stabilità che non può essere sforato.

    angelo galletti - assessore al bilancio

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