mercoledì 31 ottobre 2012

IMU più “leggera” per case coop e Aler: le ragioni di una scelta.



Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Muggiò ha giocato un ruolo da protagonista nelle proposte di modifica all’applicazione dell’IMU approvate dal Consiglio Comunale durante la seduta di lunedì 29 ottobre, con l’obiettivo di inserire elementi di maggiore equità fiscale, soprattutto verso alcune categorie di cittadini nei confronti dei quali la normativa, in rapida evoluzione negli ultimi dieci mesi, ha consentito un “aggiustamento” in corso d’anno. Come si è giunti a deliberare la modifica ad un Regolamento varato dal centrodestra non più di sette mesi fa?

Facciamo un salto indietro. Aprile 2012: con propria deliberazione n. 8/2012 il Consiglio comunale approva il Regolamento per l’applicazione dell’Imposta Municipale Unica (IMU), che prevede, per gli alloggi delle cooperative edilizie “a proprietà indivisa” adibiti ad abitazione principale dai soggetti locatari e gli alloggi assegnati dall’ALER, un’aliquota “rinforzata” pari al 0,89% (come se fossero “seconde” case), laddove lo stesso Regolamento stabilisce che un proprietario di immobile utilizzato come abitazione principale usufruisce dell’aliquota base “agevolata” pari allo 0,40%.

Il Regolamento comunale è figlio (e non potrebbe essere altrimenti) di un provvedimento governativo di qualche mese prima ed in merito al quale si intravvedevano sin da subito aspetti molto diversi rispetto al precedente regime ICI, se non addirittura poco coerenti, poiché non si tiene in dovuta considerazione, per esempio, la funzione di servizio di interesse generale svolta dagli alloggi coop e Aler, in quanto unità residenziali in locazione permanente, finalizzati a ridurre il disagio abitativo di nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.

Infatti, il 24 febbraio 2012 il Consiglio regionale della Lombardia approva all’unanimità un ordine del giorno con cui impegna la Giunta regionale “ad attivarsi presso il Governo affinché anche agli alloggi di proprietà delle cooperative di abitazione a proprietà indivisa assegnati ai propri soci, sia riconosciuto il medesimo trattamento fiscale degli immobili dei privati cittadini adibiti ad abitazione principale con l’applicazione dell’aliquota ridotta dello 0,40%, nonché alla detrazione, compresa la maggiorazione”.

Dato che già il precedente regime ICI riconosceva agli alloggi coop e Aler il medesimo regime “agevolato” applicato alle abitazioni principali, (e dunque, perché tale incongruenza con il passato?) è importante rilevare che la legge statale che ha introdotto l’IMU riconosce agli alloggi coop, adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari, la detrazione, compresa la maggiorazione, dell’IMU prevista per le abitazioni principali e loro pertinenze, ma non la corrispondente aliquota ridotta. Un bizantinismo difficile da capire che da un lato quindi obbligava i soggetti passivi a pagare come se il proprio alloggio fosse una “seconda” abitazione (= aliquota del 0,89%) ma, dall’altro lato riconosceva la detrazione d’imposta stabilita per le “prime” case.

Un concetto da tener presente sin da subito è quello della “quota erariale”, ossia di una parte di gettito che il Comune incassa dalla riscossione IMU e deve essere versata allo Stato. Per gli immobili tassati con l’aliquota dello 0,89%, il Comune di Muggiò deve versare all’Erario statale quel che viene riscosso applicando l’aliquota del 0,38% sulla base imponibile. Per gli immobili soggetti ad aliquota del 0,40% non è prevista alcuna quota erariale e pertanto è il Comune l’unico beneficiario.

Su questo punto, forse a riprova di un provvedimento particolarmente oneroso nei confronti degli immobili dati in locazione da coop e Aler, il Governo interviene in questo settore con il decreto sulle semplificazioni tributarie (D.L. 2/3/2012, n. 16), al fine di rinunciare alla “quota erariale” dovuta sulle unità immobiliari coop ed Aler adibite ad abitazione principale. Non solo, ma stabilisce anche maggiore libertà di scelta per i Comuni che possono, per talune categorie di soggetti passivi tra cui gli alloggi coop ed aler, fissare l’aliquota non inferiore al 0,40%.

In questo dibattito aperto, il PD muggiorese, anche dopo un confronto con il mondo cooperativo cittadino, ha presentato – il 21 maggio 2012 – una mozione per chiedere alla Giunta comunale di “intervenire per sanare la disparità fiscale attualmente vigente valutando ogni possibile azione di modifica del vigente Regolamento Comunale sull’Imposta Municipale Unica, alla luce degli intervenuti interventi legislativi posteriori all’adozione del Regolamento stesso, al fine di applicare l’aliquota ridotta dello 0,40 % anche agli alloggi delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, nonché alloggi ALER.”

Nonostante un iniziale atteggiamento dubbioso di una maggioranza di centrodestra che non conosceva l’entità del fenomeno dell’edilizia economica e popolare sul territorio muggiorese e l’impatto della nuova IMU, la Giunta, dopo la presentazione della mozione consiliare, ha comunque portato avanti, per mezzo degli uffici comunali, non solo le dovute analisi di carattere finanziario, per gli inevitabili impatti sul gettito IMU, ma anche un attento lavoro di analisi giuridica su un provvedimento che, dato il suo profilo tributario, deve tener conto di molti aspetti non secondari circa la solidità complessiva dell’intervento per evitare ambiguità che possono vedere il Comune di fronte a ricorsi di potenziali soggetti che vorrebbero vedersi riconosciuta l’agevolazione.

Si arriva così alla seduta consiliare del 29 ottobre, durante la quale la maggioranza di centrodestra propone la modifica del Regolamento rinunciando alla riscossione della quota “erariale” originariamente spettante allo Stato dello 0,38%, e rideterminando quindi un’aliquota pari al 0,51%. In termini assoluti, il Comune rinuncia all’incasso di circa 39mila euro. A riprova che la proposta del PD era, fin da aprile, sostenibile dal punto di vista economico per i conti comunali.

La posizione del PD: il gruppo consiliare del PD ha visto in questa proposta di modifica un’azione concreta della Giunta nella direzione indicata dalla propria mozione. Nonostante ci siano Comuni grandi e piccoli (come  per esempio Bologna e Torino,per citarne alcuni, ma anche Cinisello Balsamo, per non adnare molto lontano…) che abbiano applicato l’aliquota dello 0,40%, si è preso atto che il primo passo di modifica compiuto dal Consiglio Comunale, in sostanziale, anche se non completa, sintonia con la mozione del PD, vede un notevole alleggerimento dell’imposta, lontana da quel 0,89% stabilito nella prima redazione del Regolamento comunale IMU.

Per tali motivi, la mozione è stata ritirata durante il dibattito in Aula, dichiarando di dare il proprio voto favorevole al provvedimento finale che modifica il regime IMU per più di trecento alloggi attualmente interessati a Muggiò dalla variazione apportata. La delibera, risultato di più di sei mesi di dibattito, è stato approvata da un’ampia maggioranza “bipartisan”.

Ovviamente non finisce qui il lavoro per una maggiore equità fiscale tra i cittadini muggioresi. E’ un primo passo, poiché il regolamento IMU è ancora molto “imperfetto” rispetto a molte situazioni soggettive (come per esempio le case sfitte, ma non solo).

Come gruppo consiliare saremo sempre vigili nei confronti dei provvedimenti governativi che, potendo essere introdotti a Muggiò, possono contribuire ad alleggerire il carico fiscale alle famiglie, in un momento difficile come quello attuale, secondo criteri di equità trasparenti e condivisi.

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