mercoledì 12 ottobre 2011

Desio dice stop all’assalto delle aree verdi. E a Muggiò? Si fa l'opposto






Lo scorso 4 ottobre la nuova Giunta comunale di Desio ha annunciato la cancellazione del 60% della superficie che il Pgt (il Piano di Governo del Territorio, l’ex Piano regolatore) destinava ad ulteriore urbanizzazione e la restituisce all'agricoltura e al verde pubblico. Rende non più trasformabile un milione di metri quadri di territorio (quattro volte l'area della ex Autobianchi).




Queste aree che rimarranno verdi si trovano principalmente nella zona nord ovest e nella zona sud, al di fuori dell’attuale perimetro cittadino già urbanizzato. Nel caso di consumo del resto di territorio libero, è previsto il meccanismo di compensazione ambientale, pezzi di terra da cedere al Comune, che intende partecipare alla creazione del parco più grande della Lombardia, in collegamento col Grugnotorto-Villoresi e il Brianza Centrale.



A Desio il clima politico è cambiato, e si vede: da qualche mese è in carica una dinamica Giunta di centrosinistra guidata dal giovane Sindaco Roberto Corti (39 anni del Partito Democratico) eletto a furor di popolo dopo lo scandalo dell’inchiesta “Infinito”, quella sulla ‘ndrangheta al nord, che ha visto la caduta della precedente Giunta di centrodestra e l’arrivo del Commissario Prefettizio per la gestione corrente del Comune.




In quei mesi la città scoprì di avere il territorio disseminato di discariche abusive e un Pgt, approvato dal centrodestra, con in previsione il +10% di consumo di suolo, un parametro raddoppiato rispetto all'indicazione del Piano provinciale (Ptcp). I lontani riflessi di quel piano di espansione del cemento sulle aree verdi si sono fatti sentire fino ai tranquilli confini con il villaggio San Carlo di Muggiò: la famigerata area “Pam – Antares”, nel territorio di Desio ma a ridosso del centro abitato di Muggiò, ha seriamente minacciato di diventare l’ennesimo centro commerciale in un'area già densamente fornita di grandi strutture commerciali e con la seria preoccupazione, più per Muggiò che per Desio, di dover subire i costi sociali che queste megastrutture portano con sè: congestione stradale, inquinamento locale, etc.. Fino alle elezioni della scorsa primavera, che hanno sancito una svolta storica per la città di Desio.



In controtendenza. A Muggiò dal 2009 governa la coalizione Lega Nord-PdL che, capeggiata dal sindaco Zanantoni (51 anni e vecchia conoscenza della politica muggiorese, avendo già fatto il sindaco tra il 1999 ed il 2004) ha dichiarato guerra al Pgt della precedente Giunta di centrosinistra. Il Pgt muggiorese targato “centrosinistra”, e tuttora vigente, ha tradotto in realtà la volontà dell’ex Sindaco Fossati, e della sua coalizione, di tutelare e promuovere con vincoli normativi forti le aree verdi ed agricole ancora esistenti, proprio a partire dal Parco del Grugnotorto-Villoresi, il prezioso “polmone verde” di Muggiò.



Ora è arrivato il momento di denunciare con forza gli indirizzi politici, a cui seguiranno anche atti e provvedimenti amministrativi concreti, che il centrodestra di Muggiò, con il pieno e incondizionato avallo della Lega Nord, ha preso a scapito di alcune aree verdi ed agricole ancora esistenti e sopravvissute ai processi di urbanizzazione. A partire dalla concessione di costruzione di capannoni commerciali dentro gli attuali confini del Parco comunale del Grugnotorto-Villoresi in un’area agricola di 7000 metri quadrati. Ma anche il pervicace tentativo in corso di togliere il vincolo agricolo “strategico” (che vuol dire: possibilità di edificare) su un’area di oltre 140.000 metri quadrati nella zona nord della città, al villaggio San Carlo, proprio ai confini con quella città di Desio in cui la nuova classe dirigente ha intrapreso una strada virtuosa ed attenta alla qualità della vita dei propri cittadini, decidendo di mantenere la “schiena dritta” nei confronti della potente lobby del cemento e promuovendo così uno sviluppo equilibrato del proprio territorio.



Desio e Muggiò, così vicini, così lontani.

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