venerdì 22 aprile 2011

«Tanto sono tutti uguali» e… tutto scivola via!

Ho orgogliosamente fatto parte di due giunte di centrosinistra: Rijoff e Fossati. Entrambi i “miei” sindaci mi hanno conferito la delega alle politiche sociali. Negli anni abbia­mo attivato innumerevoli servizi per la nostra comunità: dal progetto della Corte Briantea, al campo da bocce e l’autorizzazione al ballo per la Cascina Faipò, diventata un meraviglioso centro di aggregazione. L’elenco è ricco: dalla convenzione con la Croce Rossa a quella con l’Auser e con l’Anteas, per il trasporto delle persone in difficoltà…

Cos’altro? L’Informagiovani e il post scuo­la per i bambini della “De Gasperi”, che mai prima l’avevano avuto. Abbiamo strutturato laboratori di informatica e di educazione artistica nelle scuole medie “Urbani” e “Salvo D’Acquisto”, rinnovato tutti gli arredi nelle scuole dell’infanzia “Andersen”, “Collodi” e “De Amicis”; abbiamo informatizzato il servizio mensa con nuovi parametri di calcolo del costo del pasto per favorire le famiglie.

Ben 120 mila gli euro stanziati e assegnati alle persone in difficoltà: l’aumento del budget per il settore dei “servizi alla per­sona” è stato del 50%; abbiamo assunto tre assistenti sociali di ruolo (prima ce n’e­ra una sola e precaria!). Per i disabili? Ab­biamo cercato di condurre i loro cari verso un sogno: il “Dopo di Noi”, una struttura dove i ragazzi, adeguatamente seguiti, po­tessero sperimentare una vita autonoma. Grazie ad un’idea nuova: una fondazione che chiamasse a raccolta le migliori forze della nostra città. La cooperativa Villoresi aveva subito risposto all’appello preveden­do uno stanziamento di 250 mila euro; avevamo stabilito che la fondazione aves­se come patrimonio iniziale i 35 mila euro del 5 per mille che voi cittadini avevate versato, aderendo così a questo progetto. Avevamo previsto un’area di 10 mila me­tri quadrati del valore di circa 800 mila euro in prossimità del “Bosco in città” e della “Corte Briantea” per realizzare lì una sorta di polo socio–sanitario. Cosa rimane oggi? Solo il nome “Dopo di Noi”: Zanantoni punta sul recupero edilizio dell’area Ravizza usando le famiglie dei disabili come paravento. Eppure sull’area Ravizza il centrodestra aveva avversato quando era in opposizione. La Lega aveva raccolto le firme contro!

Ora lo chiamano “Polo d’eccellenza per l’handicap”, ma li vedete i disabili chiusi in un cubo di cemento? La considerate eccellenza questa? Cos’ha fatto Zanan­toni per il sociale? Ad oggi (su sette anni totali!) solo la “dirigenza” che si occupa di ridurre i costi dei servizi per i cittadini. Ah no, dimenticavo, ha anche costituito un fondo “Barbatrucco” per i cassain­tegrati, ora c’è-ora non c’è. Ma dov’è il problema? «Tanto sono tutti uguali» e… tutto scivola via!


Maria Fiorito
consigliere comunale

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