giovedì 15 luglio 2010

Clamoroso voltafaccia del Pdl: ritira due mozioni sgradite alla Lega Nord

Davvero clamoroso il voltafaccia del Pdl che durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale ha ritirato due mozioni presentate a sostegno di due proposte di legge nazionale, la n. 2689, riguardante l’Istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana, e la n. 3331 richiedente l’affissione dell’Inno di Mameli negli Istituti scolastici primari e secondari di primo grado.

Queste due mozioni erano state iscritte nell’o.d.g. del Consiglio comunale del 30 giugno assieme a un’altra mozione avente ad oggetto le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Quest’ultima era stata fusa con un’analoga mozione del Pd e approvata nella seduta del 30 giugno dalla maggioranza dei gruppi consigliari (Pd, Pdl e liste civiche) con l’astensione di Rifondazione Comunista e della Lega Nord, che aveva motivato il suo voto dicendo che l’argomento non l’appassionava.

Non era sfuggito il fatto che il Pdl avesse voluto presentare mozioni su argomenti importanti che lo differenziavano nettamente dalla Lega Nord. Poteva essere considerato un atto coraggioso e coerente e ci si chiedeva come mai fosse stata effettuata una scelta del genere, che avrebbe causato uno scontro con la Lega, aggravando i rapporti già non idilliaci esistenti all’interno dell’attuale maggioranza, nonostante i tentativi di affermare il contrario.

Lunedì 12 luglio in Consiglio comunale si è, invece, verificato un clamoroso voltafaccia: le due mozioni sono state ritirate dal Pdl. La motivazione di questa decisione è stata affidata a un imbarazzato Alessandro Vantellino – consigliere Pdl e presentatore delle mozioni - che ha giustificato il ritiro con il fatto che le due proposte di legge nazionale erano ormai in dirittura d’arrivo in Parlamento, che le avrebbe discusse nelle prossime settimane. Argomentazione debole e, per giunta, falsa. Infatti, durante la stessa seduta consigliare abbiamo contattato alcuni parlamentari del Pd che ci hanno confermato che queste due proposte non erano all’o.d.g. delle prossime sedute della Camera e del Senato. La motivazione vera è che il Pdl di Muggiò è stato richiamato all’ordine dagli organi superiori del partito, che hanno loro ricordato come non fosse il caso di aprire un altro fronte di contrapposizione con la Lega, nel momento in cui anche a livello nazionale il clima all’interno della maggioranza di centrodestra è visibilmente deteriorato.

Resta il fatto inoppugnabile – accanto a una imbarazzante figuraccia - che su temi importanti, di livello nazionale ma con chiare ripercussioni anche a livello locale, ci sono profonde divergenze fra i partiti della coalizione di centrodestra. Sappiamo infatti come la Lega all’inno di Mameli preferisca il verdiano ‘Va pensiero’, alla valorizzazione della lingua italiana la valorizzazione dei dialetti e, cosa ben più grave e rilevante, all’Unità d’Italia la secessione e l’autonomia della Padania.

C’è da chiedersi quale sia allora il collante che tiene uniti il Pdl e la Lega, a Roma come a Muggiò: non certo la condivisione di fondamentali valori. Sicuramente il potere o, per usare un’espressione leghista, ‘la cadrega’!

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