giovedì 6 maggio 2010

Il problema dell’Ambrosia e il rischio “dilettanti allo sbaraglio”

Appresa dalla stampa locale la notizia che l’assessore ai lavori pubblici Mario Galimberti aveva deciso di impegnare una cifra ragguardevole (15.000 € + IVA) per una sperimentazione “mai fatta prima d’ora in città e nei comuni limitrofi” per debellare l’Ambrosia artemisiifolia, responsabile di importanti e diffuse patologie allergiche (riniti e crisi d’asma), ho cercato di documentarmi.


La sperimentazione “innovativa” proposta da Galimberti consisterebbe nella trasemina su alcune aree del Parco del Grugnotorto e del Bosco in città di colture antagoniste (trifoglio ed erba medica) “nella speranza che si possa contenere la diffusione dell’ambrosia”. Per documentarmi sono entrato nel portale della Regione Lombardia ed ecco ciò che ho trovato. Innanzitutto l’ordinanza del 29 marzo 1999 contenente “Disposizioni contro la diffusione della pianta Ambrosia nella Regione Lombardia al fine di prevenire la patologia allergica ad essa correlata”.

Questa ordinanza detta una serie di regole comportamentali cui si devono attenere i Comuni e indica come provvedimento efficace da adottare l’effettuazione di tre sfalci dell’Ambrosia nel periodo estivo. Questa ordinanza – alla quale ci eravamo scrupolosamente attenuti durante il mio mandato – è stata ripresa e confermata ogni anno da “circolari” dell’Assessorato Regionale alla Sanità. Leggendo l’ultima circolare, emanata il 5 maggio 2009, ho trovato una interessante notizia: la citazione dei risultati di uno studio quadriennale (2005-2008) condotto dalla ASL della Provincia di Milano 1, dal Settore Agricoltura e dalla Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia per valutare l’efficacia dei diversi metodi conosciuti per debellare l’Ambrosia.

Sono andato a leggermi questo studio, presentato nell’ambito di un convegno (“1999-2009: la problematica Ambrosia a 10 anni dal primo provvedimento regionale”) tenutosi a Rho il 25 settembre 2009. I metodi valutati sono stati 10: sfalcio, trinciatura, diserbo estivo, diserbo primaverile, lavorazioni superficiali del terreno (erpicatura e discatura), lavorazioni profonde del terreno (ripuntatura ed aratura), pacciamatura, trinciatura, trasemina primaverile di colture foraggere antagoniste (trifoglio ed erba medica). I risultati di questo studio hanno permesso agli sperimentatori questa valutazione conclusiva:

1) Metodi efficaci in tutti i contesti agricoli: sfalcio e diserbo estivo con principio attivo a basso impatto ambientale (es. glifosate);

2) Metodi efficaci o abbastanza efficaci ma che richiedono interventi più onerosi: discatura, tranciatura, aratura, pacciamatura:

3) Metodi scarsamente efficaci (ripuntatura), con efficacia variabile (trasemina e diserbi primaverili) o non efficaci (erpicatura).

Un altro risultato interessante dello studio è stata la constatazione che l’efficacia di uno sfalcio singolo nella fase degli “abbozzi di infiorescenza”, o di due sfalci (alla fine di luglio e tra la seconda e terza decade di agosto) è sovrapponibile a quella dei tre sfalci canonici.

La conclusione dello studio – fatta propria dalla circolare regionale del 2009 – è la seguente: “L’applicazione corretta di uno dei due metodi migliori d’intervento (sfalciatura o diserbo estivo) consente di ottenere ottimi risultati riducendo il numero di interventi in campo e, quindi, i costi di contenimento”.

Perché allora attuare a Muggiò una sperimentazione che è già stata dimostrata essere scarsamente efficace? Perché buttare dalla finestra soldi dei contribuenti in un momento in cui le risorse dei Comuni scarseggiano? Sono alcuni interrogativi che ho posto all’assessore Galimberti nella seduta del Consiglio Comunale di lunedì 3 maggio. Mi è parso di notare un certo imbarazzo nella sua risposta: evidentemente non era a conoscenza di questi risultati e delle recenti disposizioni in materia da parte della nostra Regione. Adesso lo sa. Se dovesse persistere nella sua decisione valuteremo se presentare una denuncia alla Corte dei Conti per spreco di denaro pubblico. Non basta volere mettere in campo iniziative per risolvere dei problemi reali – come quello dell’Ambrosia – occorre anche studiare e documentarsi per proporre interventi sicuramente efficaci; in caso contrario ci si comporterebbe da “dilettanti allo sbaraglio”! Staremo a vedere.

Carlo Fossati
Sindaco di Muggiò 2004-2009

4 commenti:

  1. in effetti 19mila euro mi paiono una bella cifra... per poi non avere un risultato certo mi sermbra che gli amministratori stiano largheggiando in spese quando invece sono tempi di vacche magre. inoltre il problema ambrosia non è nei prati (che vengono rasati periodicamente, ma nelle aree incolte e marginali. queste sono anche di proprietà comunale, ma nella stragran parte private. c'è un ordinanze che prevede sanzioni, si applichi senza invetarsi cosa strane e di dubbia utilità

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  2. è passato solo un anno dall'elezione della destra.

    in città le cose sono solo peggiorate.

    l'ambrosia è solo la punta dell'ice berg.

    non voglio neanche pensare alle cose bizzarre che vedremo in questi 4 anni.

    forza

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  3. alessia guarnieri14 maggio 2010 13:44

    penso anche io che la semina di piante concorrenti nn sia la soluzione... ad esempio vicinno a casa mia c'è un orto nn curato in cui l'ambrosia spopola... eliminarla nelle aree comunali nn basta..anche i cittadini dovrebbero fare la loro parte per il bene di tutti... il comune dal canto suo potrebbe controllare che ciò avvenga...

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  4. in questi giorni si consuma lo scandalo, la riprova che i 19.000 euro sono stai gettati al vento per puro dilettantismo: in uno dei campi seminati con l'erba miracolosa sono sorte delle belle piantine di ambrosia! verificatelo personalmente, recatevi al bosco in città, dal lato della casa di riposo due begli apperzzamenti sono sati seminati a trifoglio e a cosiddetta "erba medica". guardate bene, tut'intorno e anche all'interno dell'appezzamento di terreno nascono rigogliose numerose piante di ambrosia!

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