sabato 30 gennaio 2010

La “buona” politica dà sempre i suoi frutti: la sicurezza sui posti di lavoro

Morire sul posto di lavoro perché non sono rispettate le norme di sicurezza è un male intollerabile per un popolo civile e su questo i dati parlano chiaro: la Lombardia è, storicamente, una delle regioni dove la mortalità è maggiore. In particolare i cantieri sono luoghi particolarmente a rischio per il realizzarsi di gravi infortuni; sono anche luoghi dove esiste uno sfruttamento degli operai, molti dei quali extracomunitari.

Per stroncare e prevenire questo fenomeno nel 2005 la Giunta di centrosinistra guidata dal Sindaco Fossati accolse l’invito del Prefetto di Milano di firmare coi sindacati un ‘Protocollo d’intesa per la tutela della legalità, della sicurezza, e dell’incolumità della persona umana nel settore edile’: Muggiò è stato il primo Comune della provincia di Monza e Brianza a fare questo e uno dei primissimi in tutta la Lombardia.

A distanza di quasi cinque anni dall’inizio dell’iniziativa, il “Cittadino”, giornale di Monza e Brianza, nel suo numero di sabato 23 gennaio scorso, riporta i risultati incoraggianti di quella politica virtuosa che parte da lontano, ma che fa sentire i suoi effetti benefici anche oggi. Ecco i numeri: 182 infortuni sul lavoro nel 2009 è il dato migliore degli ultimi quattro anni.

Nel 2006 gli infortuni erano stati 208, nel 2007 se ne registrano 229; nel 2008 infine 231. Forse la crisi ha rallentato il lavoro (e quindi gli infortuni) ma quel che più preme sottolineare è che la “Commissione Controllo Sicurezza nei cantieri” funziona veramente e fa di Muggiò un esempio all’avanguardia per quasi tutti i paesi e le città intorno.

Una volta al mese la Commissione, cui fanno parte alcuni sindacalisti, un tecnico del Comune ed il vicecomandante della Polizia locale Beccalli, si reca nei cantieri e sui posti di lavoro per effetuare i controlli: la costanza dell’attività ispettiva (41 controlli nel corso del 2009) ha consentito di rilevare e sanzionare infrazioni anche gravi, come la presenza di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno e senza copertura da parte dei datori di lavoro degli oneri previdenziali e assistenziali: alcune imprese sono state denunciate per questi reati.

Queste situazioni comportano anche fenomeni di evasione fiscale e di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano, invece, nel rispetto delle leggi.E poi c’è l’”effetto” deterrenza: se gli imprenditori sanno che la Commissione effettua i controlli con puntualità e costanza allora presteranno maggiore attenzione alla violazione delle normative vigenti.

Nei tempi di una politica chiassosa, autoreferenziale e spesso inconcludente, è importante trovare gli spazi per capire che la politica, quella “buona” e fatta per il bene comune, è molte volte fatta in silenzio, giorno per giorno, studiando i problemi delle persone e prendendo infine decisioni con i propri collaboratori. Senza grida o inutili vanterie.

Si vada avanti allora, come si è andati avanti sinora, senza fare troppo rumore.

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