martedì 24 novembre 2009

Diritto all’acqua: la maggioranza fa crac!


Procedeva lentamente il Consiglio comunale di martedì 17 novembre, quando all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, dopo soli quattro mesi di governo, la maggioranza di destra che governa Muggiò si è spaccata in tre pezzi non riuscendo a trovare un’unica voce su uno dei problemi più urgenti del ventunesimo secolo: l’acqua.

Ma procediamo con ordine. Tutto nasce dalla mozione PD+Rifondazione che chiedeva di inserire nello Statuto cittadino muggiorese un riferimento che sancisse il Diritto umano all’acqua, l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Quello stesso giorno infatti a Roma il centrodestra (ponendo la questione di fiducia) con i mugugni della Lega Nord, si apprestava ad approvare la messa a gara e la privatizzazione di molti servizi pubblici essenziali, tra cui l’acqua. In quei giorni anche Benedetto XVI, all’assemblea della FAO ricordava che l’acqua è un diritto universale e non è una merce con cui le imprese multinazionali si arricchiscono sulla pelle della gente.

Quali sono i sospetti di un servizio idrico gestito in gran parte da imprese private? Innanzitutto le tariffe dell’acqua: quanto saliranno quando la gran parte delle aziende consortili ora pubbliche o semipubbliche avranno come azionista maggioritario qualche multinazionale estera? Per il consigliere Vantellino (Pdl) “Nessuno lo sa, potranno salire, scendere o rimanere le stesse di oggi”. Può essere, ma i dati che abbiamo sinora ci dicono che vi sono aree d’Italia in cui la privatizzazione ha portato all’aumento del 400% delle tariffe (Latina e Arezzo per fare qualche esempio), e intanto si continuano ad avere acquedotti inefficienti che perdono fino al 30% dell'acqua che entra, indipendentemente dal fatto che a gestirla sia un’impresa pubblica o privata.

Quindi non serve la fuga della mano pubblica dalla gestione dell’acqua, al contrario, servono massicci interventi di ammodernamento della rete, un ingresso di azionisti privati nelle municipalizzate con quote non rilevanti ed un controllo sulle tariffe per evitare le speculazioni. Al termine di un’accesa discussione l’opposizione vota compattamente per il sì, mentre i consiglieri di maggioranza per la prima volta appaiono disorientati: nove contrari, tre astenuti ed un favorevole.

Cosa avranno seguito nella loro scelta? Alcuni hanno aderito ordinatamente alla “disciplina” del partito, altri si sono astenuti per non mettere in difficoltà la propria maggioranza pur condividendo i contenuti della mozione, uno di loro (Lorenzo Gavazzi - Lega Nord) ha deciso di obbedire solo alla propria coscienza.

Alla fine però la mozione sull'acqua non ha avuto i numeri per passare, ma quel che più conta è che anche nel nostro piccolo mondo di Muggiò in Brianza si sono scontrati diritti collettivi universali con le esigenze integraliste del capitalismo e se per alcuni è solo una questione di affari e profitti, per miliardi di persone, l’acqua è la vita.

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