venerdì 16 ottobre 2009

Il “piano casa” del Governo: Muggiò è salva (forse)



14 ottobre Consiglio comunale urgente e in seduta straordinaria per discutere ed approvare la famosa legge del Piano casa voluta dal Governo. Voluta, come dice Berlusconi “per far fronte alla crisi”, per ridare slancio all’edilizia e quindi all’Italia, visto che, se negli anni ’50 il settore edile aveva contribuito al boom economico, anche nel 2009 qualcosa di positivo si potrebbe ottenere.

C’è solo un inconveniente: non siamo nel dopoguerra e l’orologio della storia non torna certo indietro per volontà del Presidente del Consiglio e Muggiò, che negli anni ’50 era un paese agricolo, oggi, dati alla mano, è tra le città più densamente urbanizzate della Provincia di Monza.

Liberalizzazione del mattone, deregulation, aumenti di volumetria che vanno dal 20 al 30% in deroga ai piani regolatori e ai piani di governo del territorio adottati dai comuni. Insomma, almeno sulla carta, qualcosa da cui guardarsi bene visto che “Muggiò è bella”, come disse un consigliere del PDL durante la prima seduta all’indomani delle elezioni. Già, ma è bella perché qualcuno ogni giorno si sforza per renderla tale, non perché è piovuta così dal cielo.

Il piano casa prevedeva anche una deadline, un limite di tempo improrogabile – il 15 ottobre – perché i comuni intervenissero per mitigare i gli effetti devastanti sul proprio territorio, anche perché (parole dell’Assessore regionale leghista Boni): “…se i comuni non mettono mano, tutti possono fare quello che vogliono”.

E la classe politica di Muggiò si è mossa, il PD ha presentato due emendamenti – bocciati -, con lo scopo di salvare dalla possibile speculazione cementizia i centri storici, i parchi, le aree verdi e quelle già urbanizzate. Se ne sono viste ed ascoltate delle belle: da chi elogiava il piano come strumento che avrebbe ridato fiato all’economia (insieme al Ponte sullo Stretto), attivando un processo virtuoso di stimolo alla domanda aggregata - ed allora – deduciamo - : più case si allargano o si sopraeelvano e meglio è, altrimenti come si dà stimolo all’economia? - a chi, per tranquillizzare gli animi, invece ha detto: a Muggiò prevediamo solo pochissime zone in cui applicare il piano, per preservare centri storici, aree verdi etc.

A questo punto sorge il controsenso: se a Muggiò il piano casa così come approvato dal Consiglio è pressoché innocuo, visto che la maggioranza capeggiata da Zanantoni ha deciso di andare contro le intenzioni del loro stesso governo, allora si eliminerebbe ogni possibile effetto positivo all’economia, e non si potrebbe dire che a Muggiò si stia attuando un piano anti crisi.
Non è la prima volta che la maggioranza che governa a Muggiò da soli quattro mesi va in contraddizione con se stessa, affermando e smentendosi da sola, in pochi minuti o in poche righe, basta ascoltare e saper aspettare. Dopotutto come poter difendere con coerenza di pensiero un provvedimento "anti crisi" che in realtà non lo è? Bisogna sapersi arrampicare bene sugli specchi come degli studenti poco preparati.

Per il momento, cosa rimane di questo “piano casa” sbandierato da Berlusconi, promosso da Formigioni ed approvato da Zanantoni? Solo “molto rumore per nulla”.

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