lunedì 27 luglio 2009

Un buco nel bilancio? No, nell'acqua


Ci vuole poco a creare leggende metropolitane. Detto, fatto. Vinte le elezioni la destra muggiorese rilascia interviste su giornali, apre dibattiti sui propri siti e blog: “Buco di Bilancio: mancano 3 milioni”, sono i titoli a 8 colonne sulla stampa locale. Roba da brivido. Vero? Eh no: i conti dell’Amministrazione di centrosinistra sono in ordine, lo dicono tutti gli organi di controllo (Revisori, Corte dei Conti etc.). Per loro Muggiò è città virtuosa avendo rispettato il “Patto di stabilità” nel triennio 2006-2008 (siamo 180esimi su oltre 2000). Mica male.

Ma cos’è questo Patto di stabilità? Per migliorare i propri conti pubblici, lo Stato, attraverso la Legge Finanziaria, limita ogni anno le spese dei Comuni, ponendo una serie di vincoli e paletti.

Da alcuni anni il Patto è finito nel mirino: l’associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) avanza nuove proposte. Oggi i comuni sono in difficoltà a pagare le aziende e i cittadini, non perché i soldi non ci siano nelle casse (Muggiò ne è un esempio: c’è una barca di quattrini!), ma il Patto vieta di utilizzarli. In un periodo di crisi è come dire: l’acqua c’è, ma non vogliamo far bere il cavallo assetato.

E il Ministro Tremonti che fa? Per il 2009 cambia le regole del gioco. Obiettivi di risparmio raddoppiati e Muggiò ne sta pagando le conseguenze: lo scorso anno l’obiettivo da raggiungere era pari a 914.884.28 euro (novecentomila), quest’anno è pari a 1.816.527.45 euro (un milione e otto). Ci vuole il doppio della fatica: non solo per noi, ma anche per centinaia di Enti Locali, Comuni e Province. Se poi ci si mette l’abolizione dell’ICI... ecco che diventa più arduo far quadrare il Patto.

Lunedì 20, durante il dibattito in Consiglio Comunale, un buco si è rivelato, non era però quello del bilancio comunale, era quello fatto... nell’acqua da una maggioranza che ha tentato di nascondere una verità scomoda e si è accorta che governare la città è molto più difficile di quel che pensavano.

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