sabato 18 luglio 2009

Dottore, ho un problema: i giovani


I giovani? Sì, c’è spazio anche per loro nel programma del neosindaco Zanantoni. Interventi sostenuti dal comune in collaborazione con la scuola e con le associazioni territoriali. E fino a qui sai che novità. Ma ecco la sorpresa delle sorprese: tutte le iniziative in programma hanno l’unico scopo di “prevenire e ridurre eventuali disagi”. Cosa vi chiederete? Avete capito bene ragazzi, Zanantoni e la sua maggioranza è preoccupata: siete un problema, un disagio, mannaggia a voi. Ma disagio di che di cosa, ancora non risulta chiaro. Resta evidente che i giovani vengano considerati solo ed esclusivamente soggetti passivi di politiche di recupero. Magari inizieranno con delle sedute gratuite da psicologi, o manderanno in giro per le scuole e per le piazze assistenti sociali con l’obiettivo di individuare il nascere di un turbamento, o ancora centri di ascolto per analizzare i ragazzi, durante l’età adolescenziale.

Sappiamo benissimo che non è così, i ragazzi non sono quelli che intendono nel centrodestra, ma quelli che sono cresciuti imparando insieme all’alfabeto a navigare in Internet e a spedire sms; quelli che non hanno visto il muro di Berlino; quelli che non hanno paura delle diversità; quelli che sanno da sempre che cosa sono la precarietà della famiglia e del lavoro. Questi sono i giovani che popolano le piazze e le scuole, ragazzi che sono impegnati e pronti a rischiare, più autonomi.

A che servono queste politiche giovanili? Bisogna rendere i ragazzi protagonisti attivi della politica, dando loro la possibilità di esprimersi in luoghi e spazi a loro dedicati, che già esistono, e che possono esse migliorati. Devono anche avere la possibilità di interagire attivamente con le associazioni territoriali, e con l’intera società muggiorese. Una cosa è certa: i giovani devono essere considerati una risorsa, un grande potenziale, sono il domani. Perché da loro vengono proposte, iniziative, critiche, ma anche un nuovo modo di intendere e fare politica. Questo perché devono lavorare gomito a gomito per preparare un futuro migliore per se stessi e per gli altri.

Altro che disagio.

2 commenti:

  1. Negare che la società che oggi si presenta non abbia dei giovani che hanno perso punti di riferimento e spesso sono in difficoltà, è un'utopia. I giovani non sono un disagio ma purtroppo vivono un disagio, quello che spesso si trovano in una realtà senza più valori o punti fermi a cui fare riferimento e spesso rischiano di perdersi in contesti pericolosi come alcol e droga(soprattutto nell'adolescenza) o precarietà di lavoro e uindi di futuro. Quindi ben vengano psicologi, punti d'ascolto, consulenze orientative. Ma che siano una risorsa per il futuro e un potenziale da valorizzare lo dimostrano la presenza di rappresentanti in consiglio e i numerosi progetti che li vedranno presto protagonisti. Vedere per credere. La macchina è in funzione e sta lavorando. Collaborazione, creatività, serietà, coinvolgimento sono gli ingredienti dei progetti che li vedranno coinvolti, oltre le diversità, oltre i colori politici.

    Una giovane del pdl

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  2. Certamente. Infatti è quello che sosteniamo noi. Quel che denunciamo è che nella fase di ideazione del programma elettorale, e nella stesura di progetto di città della coalizione PDL+Lega, c'era solo "un" aspetto che veniva preso in considerazione, per di più negativo e problematico. Come se essere giovani significhi necessariamente creare e provocare guai e problemi per sè e per gli altri.

    E non è certo un buon inizio, anzi è una mancanza che merita di essere sottolineata.

    Comunque, al di là delle parole, attendiamo i fatti. Ovviamente.

    Ma, per ora, mancano anche le parole.

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