lunedì 29 giugno 2009

La rivoluzione di Zanantoni e la città dei balocchi

Niente di nuovo sotto il sole di Muggiò: anzi, qualcosa in meno; spariscono i Trasporti, la Cultura e la Pubblica Istruzione, in cambio di qualche nuova e fantasiosa dicitura sotto l’elenco degli assessorati.

E’ questa la rivoluzione del Comune promessa da Zanantoni in campagna elettorale? Se per migliorare i rapporti fra il cittadino e le istituzioni locali fosse sufficiente un po’ di restyling dei nomi, fare una rivoluzione nel XXI secolo non è più un’impresa da scrivere sui libri di storia, ma diventa un gioco da ragazzi: cosa c’è di rivoluzionario nel buttare in soffitta un vestito vecchio che non ci piace e indossare qualcosa di più rilassante? Qualche festa, ad esempio. E la coalizione di destra che sostiene Zanantoni (PdL e Lega Nord) potrà dire una volta per tutte: missione compiuta, accompagnando il tutto con po’ di spumante e tante bollicine.

Il ministro Brunetta - tanto ammirato e studiato dal sindaco neoeletto - che voto darebbe al suo allievo Zanantoni? Forse non lo sapremo mai, ma se c’è una differenza tra noi e loro è proprio questa: i problemi delle persone che ogni giorno vivono a Muggiò non si cancellano così come loro hanno cancellato i riferimenti agli assessorati della Giunta di centrosinistra che fino a un mese fa governava Muggiò. Qualcuno potrebbe obiettare: “Perché tante storie? E’ un nome al posto di un altro, in fondo si tratta solo di una questione di forma, alla fine non cambierà nulla!”. Da cittadino di Muggiò, prima ancora che da membro del Consiglio comunale, lo spero davvero.

Tuttavia, è bene ricordarsi che la forma è anche sostanza, e presentarsi alla cittadinanza in un modo piuttosto che in un altro, è un chiaro segnale della volontà politica e delle priorità che la maggioranza di destra vuole attuare sul proprio territorio e per i cittadini. E’ così che dare un nome piuttosto che un altro diventa sostanza, diventa politica, di quella vera, fatta per la gente e con i soldi della gente, perché è come dire ai cittadini: “Ecco quali sono per noi le cose più importanti per cui siamo stati eletti e per cui ci impegneremo!”.

Corsi e ricorsi, storici e culturali: davanti ad una mossa del genere, come si fa a non pensare al povero Pinocchio quando incontra Lucignolo che gli propone un posto dove non c’è la scuola, dove non si lavora, dove si pensa solo a giocare e baloccare? E’ sorprendente come a Muggiò la favola di Collodi rispecchi proprio lo scambio proposto alla città dalla nuova Giunta Zanantoni.

Cosa augurarci per il futuro? Viste le premesse, possiamo solo sperare di non alzarci una mattina… e scoprire che di notte si sono allungate le orecchie, magari a forma d’asino.

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